La lezione delle chiese romaniche

Daniele Magrin spiega la filosofia progettuale dell’Ufficio Tecnico Cracco: ogni nodo ha una sua logica.

Da “esecutori” a “consulenti”: è corretta questa definizione per descrivere l’evoluzione dell’Ufficio Tecnico?

Direi di sì. In passato il serramentista era chiamato a “eseguire” una fornitura con margini di intervento limitati. Oggi non è più sufficiente: il serramento è parte integrante dell’involucro edilizio e richiede di tenere insieme prestazioni, normative, integrazione impiantistica e gestione dei nodi costruttivi. Il nostro ruolo è fornire consulenza già dalle fasi iniziali, interpretare il progetto, anticipare le criticità e proporre soluzioni migliorative. Il vero valore sta nel lavorare prima del cantiere, per ridurre problemi e varianti nelle fasi successive.

Spesso gli architetti arrivano con render suggestivi ma tecnicamente sfidanti. Come riuscite a non snaturare l’idea estetica rendendola realizzabile?

Il punto di partenza è sempre il rispetto dell’idea del progettista. Veniamo scelti spesso proprio per questo: non cerchiamo di “correggere” il progetto, ma di renderlo possibile. Quando riceviamo un render ambizioso, cerchiamo di comprenderne il linguaggio architettonico: non guardiamo solo il serramento, ma il ruolo che deve avere nell’edificio. Il confronto è la chiave: solo attraverso il dialogo si trasforma un’idea in un elemento costruito che funzioni davvero.

Come garantite profili sottili e trasparenze estreme senza sacrificare la statica?

È una preoccupazione frequente e comprensibile. Non esiste una soluzione valida per tutti: ogni progetto va analizzato singolarmente. Partiamo sempre dall’idea architettonica e dagli obiettivi estetici, per poi verificare quali soluzioni tecniche possano renderla realizzabile. La statica è il punto fermo. Una volta definiti i vincoli strutturali, valutiamo le diverse opzioni per ridurre l’impatto visivo: scelta dei sistemi, accoppiamenti, tipologia di vetro, modalità di integrazione. L’obiettivo è individuare il miglior equilibrio tra trasparenza, prestazioni e sicurezza.

In quale fase del progetto consigli di coinvolgere l’Ufficio Tecnico?

Dipende dal tipo di intervento. Per i serramenti tradizionali il confronto avviene spesso in fase avanzata, quando le opere edili sono definite. Per le facciate continue, invece, il coinvolgimento anticipato fa una grande differenza: in alcuni progetti iniziamo a lavorare prima della costruzione dell’edificio, collaborando per predisporre strutture, fissaggi e nodi. Un confronto anticipato permette di pianificare meglio, ridurre le varianti in corso d’opera e rendere più prevedibili costi e tempistiche.

Il nodo primario è spesso il punto debole dell’involucro. Come affrontate questo dettaglio cruciale?

C’è un concetto che ci accompagna da sempre: le chiese romaniche hanno centinaia di anni, eppure dalle finestre non è mai entrata acqua. Il motivo è semplice: le soglie erano realizzate con pendenza verso l’esterno. Partiamo da questo principio: ogni nodo viene progettato pensando che, se dell’acqua dovesse entrare, deve poter uscire autonomamente. Non esiste una soluzione universale: ogni progetto viene studiato adattando il concetto alle specifiche condizioni. Lo stesso vale per i ponti termici.

Quali trend vedi all’orizzonte per le facciate in alluminio?

Il trend più evidente è la crescita delle superfici vetrate: l’obiettivo è massimizzare la trasparenza facendo “scomparire” il sistema a favore dell’architettura. Per le facciate continue, la sfida principale sarà gestire la schermatura solare senza perdere il rapporto visivo con l’esterno. Si stanno già sviluppando sistemi di schermatura sempre più integrati e vetri a trasparenza variabile regolabili elettronicamente. Il futuro sarà un equilibrio sempre più raffinato tra trasparenza, comfort e controllo dell’energia solare.